“Mi chiamo Jomahe Alexandra Solìs Barzola. Il mio nome è lungo come quello di quasi tutte le persone sudamericane, da noi contano le radici materne quanto quelle paterne e portiamo tutti e due i cognomi. È una cosa molto giusta. Quando sono arrivata in Italia, mi sono stupita che non fosse così anche qui.
La mia città di origine è Guayaquil, il porto principale in Ecuador e la seconda città del paese, quella con il sistema economico e commerciale più importante. Amo molto il mio paese è un paese bellissimo, con la sua incredibile biodiversità e le stupende Galapagos. Gli appassionati dicono: “Ecuador, tanti mondi in uno”.
Mi sono trasferita in Italia, a Napoli, da 23 anni. Ed è qui che ho messo radici: una famiglia, un figlio e tante amicizie vere. Nel mio paese facevo l’avvocato di aziende commerciali di export, un lavoro che mi piaceva molto. Da quando sono a Napoli mi occupo di questioni legate all’immigrazione. Ho cominciato per via degli incontri che ho fatto, spinta dalla passione per la giustizia che ho sempre avuto e forse anche perché mi riguardava in prima persona.
Ed è così che insieme a un gruppo di persone di 16 paesi differenti, con lingue, culture e tradizioni diverse, ma accomunati da questa esperienza di vita in Italia, abbiamo fatto nascere “Casba”: la prima cooperativa di mediazione culturale e linguistica in Campania. Era il 24 novembre del 2000. Tra un mese compiamo 20 anni!
“Casba” ha mutato la mia identità, la ha arricchita in una maniera che prima non avrei immaginato. Così come sta facendo in questi anni “Migrantour Napoli” che ci ha permesso di metterci in rete e lavorare insieme a tante persone di venti città italiane ed europee.
La mia tappa di “Migrantour” preferita? Sono tante! Se devo sceglierne una dico “La Chiesa del Carmine” perché con la sua Madonna Bruna mi riporta a casa. Noi popoli latinoamericani siamo molto devoti alla Madonna e in Ecuador principalmente siamo legati alla “Madonna Nera del Cigno” che ricorda molto quella venerata dai napoletani.”
Nella foto Jomahe è insieme a due soci storici di Casba, Jimale Hawo Mohamed (per tutti Fiore) e Ndiaye El Hadji Omar, in una delle prime uscite di “Migrantour Napoli”.